Artigiani della poesia

Scrivo con la penna e col rasoio
poesie che nascono per sbaglio,
olio su ferite,
lama fra le ossa,
celano scintille
che innescano altre pene.
Con la bocca color geranio
un po’ socchiusa
- di spocchia e di rivoluzione -
manipolo i rami un po’ contorti
che si innestano alla radice delle cose
ed attendo e spero che si dimeni
quel che resta di questa triste stagione.
Voglio essere l’incudine
ad altri lascio il martello.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
M
Tutte le opere →
L'autore
Monica Messa
Mi abbandono con piacere alle lunghe ombre che mi oscurano il volto, blu come il cobalto, fredde come il granito. Che cosa mi resta da scrivere ormai? La mia piccola dose d'inconsolata fantasia che freme per essere imprigionata su un foglio bianco. A volte, nel farlo, mi sento una ridicola fattucchiera, tutt
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
d
dionisio moretti29 novembre 2018
Bellissima poesia. Forte, tagliente, ma tenera e sensibile nel più intimo.