I precari della mia generazione

Siamo per Voi
granelli di sabbia
spazzati dal mare
briciole di pane
scaraventate nella cenere
gocce d’acqua salata
putrefatta tra gli scogli
foglie d’ulivo
calpestate da idioti
meravigliose teste pensanti
imprigionate nel silenzio
della Vostra arroganza.
Siamo invece per Dio
lacrime di cielo
seminate dal fuoco
nudi baccelli
germogliati ai raggi del sole
fiori di mandorla
schiusi dal vento
cortecce di quercia
resistenti alla scure della Vita
anime d’aquila
più forti
delle Vostre facce di bronzo.
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