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Sociale 8 gennaio 2019 · lettura 1 min · 1450 letture

Una speranza per Aida

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GiusPalma 29 poesie pubblicate
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Nessuno a me, o a voi, ebbe a dir qual pericolo correva Aida, nel ceder proprio imperio e sua natura. Al veder l’usurpatore ch’assediava il trono natìo provai orrore, ch’oggi si ripete finché alla luce non lascerà spazio la notte oscura. E quando l’anima mia, con la spada e il vessillo addossati al corpo scende giù dal monte liberato, più non favella. Fissa, immobile. Con la speranza che i figli nostri, raccolta la drappella, spezzino le grate che tengon rinchiusa Aida bella. E io, come il Poeta ebbe a dir nel Paradiso, mi lascio balbettar come un infante «che bagni ancor la lingua a la mammella».
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Aida, nel linguaggio allegorico e artistico spesso utilizzato anche in passato, rappresenta l’Italia. Nella Poesia, scritta l’8/1/2019, Aida è una Nazione ancora sottomessa ma che può risorgere. Vi sono già oggi alcuni segnali perché possa risorgere, tant’è che in parte si sta risollevando (\\\"monte liberato\\\"). Ma la speranza risolutiva è riposta soprattutto nelle nuove generazioni, le quali debbono portare avanti quanto di buono stanno facendo i (pochi) contemporanei. Negli ultimi Versi, dove è evidente il riferimento al Paradiso di Dante, l’autore è in parte supportato da questa speranza

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Molto bella. Ben fatta. (Ausilia Giordano)

Versi per risvegliar speranze. Apprezzata (Lina Sirianni)

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