La mia signora
perché sì cupa esci
oh mia confida!
m'ispiri solo futuro
che triste m'appare
e perso lo credo
ma tu...
tu sei l'impeto, il fremito
di una mano malferma
di un cuore scostante
la voce che fioca esce dalla matita
che con un sibilo perfora
l'orecchio più stanco
e stringe un nodo attorno al cuore
che si dimena
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Commenti (3)
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Mario Bugli18 dicembre 2007
Veramente bella la descrizione di questa ”signora” che anche quando il futuro appare triste... non manca d'impeto... fremito... e fa uscire dalla matita pur con voce fioca... i versi che penetrano anche l'orecchio più stanco, stringendo un nodo intorno al cuore... che si dimena!
Rossodisera18 dicembre 2007
originale dedica alla poesia, al proprio modo e stile d'espressone, come signora che sussurra tremante i pensieri che ssi concretizzano poi sul foglio.
L
Lillovocedalsud18 dicembre 2007
Quando le parole son così dure da riuscire a ferire... Bella poesia, bravo!!

