Del ricordo
Quasi come in un sogno, vagamente,
tra le nebbiose plaghe della mente
emerge piano piano, dolcemente,
leggero quale fumo trasparente,
un ricordo, un volto evanescente
rapidamente nell'oscuro niente.
-xxx-
Quasi come un fiore ch'è sbocciato
per colorar solo un istante il prato
da un seme che il vento ha trasportato,
così un ricordo, un volto un po' sfocato
è un boccio che si schiude delicato
nella memoria, del tempo passato.
-xxx-
Quasi come il sole all'albeggiare
diffonde in cielo un vago lumeggiare
e ricaccia la notte al proprio lare,
ecco un ricordo, un volto, barbagliare
per un istante il buio a rischiarare
dell'antro vasto del dimenticare.
-xxx-
Quasi come un soffio all'improvviso
spazza le foglie morte, sferza il viso,
alita da un oggetto vecchio e liso
un ricordo, un volto, quel sorriso
dal tempo silenzioso, ormai, reciso,
riposto in un perduto paradiso.
-xxx-
Quasi come dal fuoco scoppiettando
una favilla sprizza, illuminando
la tenebra d'intorno, poi sfumando
ricade lieve lieve, volteggiando,
così un ricordo, un volto balenando
s'accende un poco e cade scolorando.
-xxx-
Ritorna... a volte,
quasi come in un sogno,
all'improvviso,
un ricordo,
un volto,
quel sorriso...
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Commenti (2)
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Paolo Ursaia18 dicembre 2007
Dotta, personalissima, da assaporare, leggendo lenti, e pensando
poeta per te zaza13 ottobre 2012
Un bel verseggiare, da maestro, una grande interpretazione del ricordo nella memoria di tutti. Solo il finale... ritorna a volte, quasi all'improvviso, come un sogno quel volto, quel sorriso...

