Il miracolo
Vorrei che l’angelo della poesia
mi chiamasse per nome.
Vorrei che mi sussurrasse
parole dolci per te
da scrivere su un quadrifoglio.
Vorrei cullare i ricordi
prima che vengano avvolti di nebbia.
Vorrei leggere il destino
sulle foglie della rosa sfiorita.
Sono lá sul tavolo comprato
al mercatino dell’usato,
vicino a quell’inutile vaso d’argento
che ha ascoltato le nostre bocche.
Si cercavano un tempo,
credendo di impazzire
per la gioia di vivere
ogni momento per sempre.
Vorrei che l’angelo della poesia
diventasse soldato
a difesa della guerra interiore
che oggi ti vede
caldo nel mio letto d’estate
ad allontanare l’arsura,
e dopo un attimo a pescare nel passato
una luna di zucchero
che si gettava nel mare dei sogni.
Vorrei,
si vorrei che il mio angelo della poesia
mi dettasse l’amore.
Un’aura speciale all’improvviso mi avvolge
e sono persa dentro di te .
©
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