Il Borgo, l’Antico e il Nulla

Sotto la strada che va in Cattedrale
chiànche marmoree levigate dal
vento. Rotaie di pietra rocciosa
costruite da mastri d’intelletto,
cinte da mura angioine con sforzo
aragonese. Per i ruderi e le
scalette di calce bianca, se ne va
da sola una vecchierella, chinata
sotto il peso d’una brocca d’acqua
di fontana. I capelli grigi, sfioriti
dal tempo, ma occhi vivaci e pieni
d’armonia. Con Lei se ne va
l’Antico, il bello, la storia di questo
Borgo che mostra Secoli d’un tempo
che non c’è più. Svanito sotto i colpi
del nuovo, brutto impostore. Occhi
e orecchi ascoltano come fantasmi
la cruda modernità che ci assale,
che porta con sé quel Nulla che tutto
spegne. Che tutto uccide.
E noi più non si favella.
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Commenti (1)
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Fadda Tonino28 febbraio 2019
Mi sembra di aver vissuto anch’io strettamente nella tua straordinaria poesia ...Complimenti
