O Patria, non ti curar degli imbecilli

O Patria,
davvero può valer la pena soffrir
per chi t’ha fatto questo? L’offesa
non è al nome tuo, né all’orgoglio.
E’ al tuo ricordo, al tuo valore.
Alla memoria dei figli che per te
pendono dai rami più alti degli
alberi di periferia. Ma peggior
della vernice è il nemico interno,
che s’annida tra le tue stanze,
tra le tue gambe, sui tuoi colori.
Che t’offende, che ti sfigura.
Che il Cuor tutto ti squaderna. E allor
non ti curar degli imbecilli. Guardati
da chi ti lusinga per preservar se
stesso. E più non disperare. Urla il tuo
nome, mostrando il petto al Quirinale.
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