La Dama Bianca

Le rocce dei colli m’insidiano
i pensieri. La marina mi leviga
i Ricordi. La cinta angioina tinge
di bianco l’Anima smossa, ch’altra ansia
s’arresta dinanzi alle sue porte.
Schiuma di mare in burrasca s’infrange
sugli scogli di sabbia rossa, con creta
smussata che mi guarda come sfinge
solitaria. Distratta alla mia via.
Lungo il viale alberato questa mente
è trafitta dai fulgori del passato.
Le onde stramazzano un po’ di qua,
poi di là, portando quel che resta
del Cuore verso lo spazio Infinito
del tempo antico. Che non c’è più.
Disperso in quella luce di mezzo
tra l’Anima e il Cielo. Che occhio nudo
non può mirare. E che non ritornerà.
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