Ipotesi di un natale
Alberi vestiti d’arlecchino
non sfilano per le strade
a rallegrar il carnevale
convincono le corse
al miraggio del natale
e allora vedi la frenesia
consumarti i valori
bambini scoprono la pazzia
liberando i loro desideri
a scalciar utopie
nelle lettere scritte
a delirar le fantasie
invocano la bontà
del lappone mistero
con sospettabile carità
si sveglia al richiamo delle chimere
per poi morire in chi lo rinnega
stivato ora dal colmo bicchiere
cadono speranze
come teste mozzate
dalle sfere di vetro
con le case innevate
per quel pacco scartato con fola
a cercar il tuo sogno mancato
trattenuto col groppo in gola
e natale su natale ancora cercare
cercare di parlare e mai ascoltare
vive l’abbondanza di una cena
in antipasti ansiosi di fulminate lucine
coreografie apparenti di una scena
si cerca la stella arpia
più ingorda che ci dia
le lacrime d’individia
di chi ammirerà
la marchese cortesia
nel servir la gelosia
il natale è solo l’arrivo
alla fame di un’anno
o solo un fatalismo tardivo
alla fame che verrà
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Commenti (1)
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C
Cosimo Azzaro23 dicembre 2007
vide perché portava la benda E. Lee Masters, alcuni di noi vedono fin troppe cose e tanti altri si limitano a eseguire. Ne leggerò altre.
