Babbu meu
A babbu mi l’ammento chin affettu,
in die nodida m’astringhe su sentiu,
s’intrighine er falau a passu lentu
tancandeti sos ocros che in die e bentu.
M’abbarran sas paragulas pintadas intro e coro
cando mi brigabas e m’intregabas cussizzos
ca vippo che puddericu reberde,
in cherta e loccu istranzu pro poder bentulare.
Omine e gabbale in prammas de rispettu
ca vis traballadore onestu chen’atteru isettu,
non potho irmenticare sas fiaccas a pizzinnu
settiu in sa coda mi fachias jocare.
Medas annos b’a colau dae cussas dies,
finzas sa pizzinnia che l’appo irmenticada,
oje chi so incaniu finzas deo
m’ammento a babbu meu chin ocros de amargura.
(traduzione)
MIO PADRE
Mio Padre io lo ricordo con affetto,
in questo giorno di festa la mia anima è turbata,
il tramonto è calato dolcemente
chiudendo i tuoi occhi come in un giorno di vento.
Mi rimangono le parole dipinte dentro il cuore,
quando mi consigliavi tenendomi a freno,
perché ero come un puledro ribelle
con la voglia di volare al di la del mare.
Eri un uomo che incuteva rispetto
ligio al lavoro probo e uomo giusto,
ricordo con dolcezza le tue coccole infinite
quando sulle ginocchia mi facevi ballare.
Troppi anni son trascorsi da quei giorni,
ho scordato anche gli anni della mia gioventù,
oggi che anch’io ho imbiancato i capelli,
ricordo nitido mio Padre con gli occhi della malinconia.
©
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L'autore
gianni manca
sono nato e vivo a Nuoro nel cuore della Sardegna scrivo da quando ero un ragazzino ma sono rimasto un dilettante,è una mia grande passione mettere sulla carta le mie emozioni,è l'unico mezzo per poterle esternare,spero di poter trasmettere in chi mi legge le stesse cose che io provo nello scriverle.
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