Al suolo adagiare
letto di spine
sonno alberato
sogno brinato
immagini
mute cristalline
si sciolgono sul viso
irradiato
da fragranza solare
filamenti
di fiumi adulti
scorrono accanto a me
evocando
le mani deboli
della foce malata
che stringono pavidi
pensieri schiavi
dei rami ricurvi
nel basso cruccio
debole brezza
striscia al livello
del manto bianco
gelata dimenticanza
e nido su nido
annidando i ramoscelli
delle tue braccia
lontane dalle mie braccia
stanche di arginare
la tua lontananza
se solo passasse qualcuno
a portarmi un amore
brucerei le foglie
del tuo ricordo
ma cadono solo
i frutti del tempo
a lasciarmi la fobia
dei semi adagiati
al suolo estraneo
come estraneo
è ora il tuo viso
che ancora confondo
con il mio viso
riflesso nel tuo
ultimo bacio
lasciando
l'impronta scintilla
di stracciata avversione
©
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L'autore
Sincity
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