Quel Paese
Io spesso parlo come scrivo,
circondato da argento vivo che brulica di vita
e a fatica risalgo la corrente,
con basso profilo e a capo penitente.
Passo dopo passo,
é bello averne, da far mercante del coraggio,
quando è tempo bello quello dell’arrembaggio
e a dirlo quasi sembro saggio.
Forse previdente, non avvezzo ancora alle regole del tempo,
ribelle quanto basta, ma mai estremo
ricercando mediazione alle stranezze della vita,
quando sai che la fatica è mantenere retta via,
quando guardi a destra e a manca,
che bel luogo casa mia.
Io scrivo come parlo, come sono abituato
a raccogliere impressioni della gente,
che a volte sanno solo di riflesso,
perché mai far di un refolo tempesta
se ciò che prima era chiaro in luce
si rivela poco trasparente e falsa festa?!
Io credo,
allo sguardo credo
alle carezze che accendono i sorrisi dei bambini
Credo.
Non credo di certo agli ossequi
che nascondono coltelli di assassini
pronti a ghermire la buona sorte
o la purezza del buon fare,
ove un accento cambia il senso al verbo "Amare".
Io parlo spesso,
con fare irriverente parlo
pesando le parole su stadera,
parole che cambiano di peso fino a sera
come cambia la marea al servizio della Luna,
ma mi sono cucito bene, come il filo alla sua cruna.
E non credo a quel paese dei balocchi,
ove vivono gli sciocchi e gli arroganti,
che pesano saccocce colme a sassi e fan zavorra.
Bianchi.
I miei brillano da sempre,
anche quando fanno moda a un congiuntivo,
li vivo, li conto, li riconto e scrivo,
riflettono la luce di un amore misurato e che mai manchi,
belli come i sentimenti, purissimi diamanti.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
S
Tutte le opere →
L'autore
Stefano Panozzo
Nato a Novara nel 1965, in un giorno di dicembre ove si entra in sordina nel nuovo anno. La dedizione alla scrittura è un virus che abita la mia vita da sempre, un dialogo interiore costante a confronto del mio io più profondo, ove trovano radice tutti i dubbi della esistenza e la persistenza degli errori, nel mio acc
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!