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Introspezione 19 aprile 2019 · lettura 2 min · 1087 letture

Reciterò una poesia senza capo né coda

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Floriano Rubiano Fila 17 poesie pubblicate
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Per una volta nell’abbandono del tempo reciterò una poesia senza capo né coda in faccia ai sassi doloranti dell’argine, davanti alle case disfatte in golena rincorrendo l’acqua cangiante del fiume. Una poesia senza limiti e regole. Semplice, nuda e volgare come labbra di donna dischiuse, come fango attaccato alle suole che rimbalzi di pianto in risata e si appenda alle orecchie di Dio. Rallenterà il sole l’alba d’ottobre per lasciarmi il tempo di disegnare cerchi vuoti nell’aria con parole ordinarie e impazzite, per un canto mansueto di nuvole che trascineranno nel cielo voli di draghi arruffati, balene ingobbite e profili di donna passati e sfuggenti. Sarà un popolo di miraggi, una cavalcata di sogni sfuggiti alla notte e sarà poesia senza capo né coda intinta nelle bocche mute dei pesci. Reciterò a bocca piena tenendo lunghe le pause. imiterò le braccia degli alberi per allargare la parola allo spazio e scaglierò nel fiume il sasso scritto a memoria perché rotoli al mare e si sciolga. Sarà allegra sotto i piedi anche l’erba bagnata e per un giorno l’averla assassina dimenticherà la sua passione di spine mentre io, forse ricorderò in quale altra vita e su quale altro argine sono stato felice.
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Floriano Rubiano Fila
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