Spari d’oriente
Rimbalzano sul mare
da montagna a collina.
Sono gli spari d’oriente,
echi filanti di proiettili,
fori di preghiere
e morti senza Paradisi.
Un cratere di mortaio
è la nuova tana del bambino
che gioca a contare le schegge
e non sa che farne del dito,
di quel dito d’uomo appena trovato.
Dalle frattaglie di pietra delle case
lo chiama la voce della madre,
mentre invoca un Dio
confuso dalle troppe preghiere.
Lo chiama perché lei ha visto il lampo
e udito il tuono,
perché lei sa di chi è quel dito.
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