E poi
La tua bocca mi baciava,
il contorno delineato col dito finiva,
più bello della vita era quell’inizio.
E poi scendevi dal seno maturo,
aspro come un frutto
che aspetta la dolcezza del tempo
per essere gustato.
E poi arrivavi lì giù,
fra la valle del tempo perpetua oasi di ristoro.
Lì pioveva al calore del tuo respiro .
E poi i piedi anch’essi frementi al tuo possesso.
Dolce dolcezza
attarda ancora un po’,
non mi trovo pronta,
perché tutto tace
fino al giorno dell’atteso insolito destino .
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