Quello che...
Di martellante veggenza
è l’anno nascente
nella stretta morsa
di passata lacuna
nel presente assente
e forse
come incompreso discepolo
di pretesa speranza
lascerò nell’armadio
gli abiti dimessi
un treno sveglierà
vecchia lirica
in stonato adattamento
per amara abitudine
mentre seguirò
orme già viste
in randagio giardino
con felino cercare
qualcosa che non trovo
e poi ancora
d’intermezzo silenzio
sarà l’esanime incognita
che accompagna
ronzante vociare
eterni minuti
di pensieri inconciliati
giusto il tempo
di esser punto
da un gemito
che cominciano
a farsi sentire
i mesi che verranno
andrò a far visita
a un mio sbadiglio
mi aprirò nella stanchezza
uscirò guardando furtivamente
la noia impigliata
tra un voler fare
e un dove andare
con le mani
incrociate sulla nuca
sgranchisco il nuovo anno
paesaggio di velluto
giorni cuciti ai miei piedi
©
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Sincity
Commenti (1)
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Paolo Ursaia29 dicembre 2007
Originale, con un linguaggio volutamente retrò... da leggere lentamente, molto musicale

