Tempesta di sensi
Resisto al pensiero di noi, della mia pelle,
del mio seno che profumava di brezza marina,
dietro le dune, all’imbrunire.
Possedesti il mio corpo e
forse fu tua anche un po’ della mia anima quel giorno.
Mi porta là la mente, per averti ancora.
Per goderti ancora.
Per conservarti ancora.
Per sentirti ancora dentro me,
fascino di trasgressione,
passione senza amore, senza pudore.
Due nella musica,
all’apice del sogno che non muore.
Chiedo al mio cuore di rallentare i battiti
e al mio cervello di guardare altrove.
Resisto, resisto, ma solo un pò.
Più ti guardo e più la tempesta dei sensi mi avvolge.
Ti voglio qui a nutrirmi del tuo nettare per non morire.
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Commenti (1)
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Rosanna Peruzzi14 luglio 2019
Una poesia che avrei "visto" meglio collocata nella categoria erotismo per i termini usati... per quella trasgressione e sensualità che emerge dai versi. Il desiderio che accende il ricordo è forte ed intenso da far rifiorire la passione e la voglia d’amore, che diviene nutrimento necessario per vivere.
