La mia astrazione su voltaire
Particolari di un’antinomia
tra pregevoli momenti mendicanti
e intimi smarrimenti viziati
invero teorizzar
incertezze d’appiglio
nella fede ereditata
al bisbiglio religioso
diniegata al recitar
di un ibrida cecità
laccata di razionalità
un invito al tavolo
della morte moderna
in quel passaggio marginale
tra l’essere terreno
e il veder terreno
non saper mai
chi interpretare
personaggio barocco
d’un pensiero taroccato
o domatore di errori
nella ragione astratta
lustricare improvvise
imitazioni oggettive
ispirate dalla soggettività
dell’ozio umano
lento vagare
tra le debolezze
cercate e spiate
nelle parole
d’influsso sepolto
a sentir l’assioma vedovo
dell’impossibile gioia
evitar l’elemento fondamentale
a completar il mosaico
della futilità
e forse più audace
si distingue il capire
o forse viviam superficiale
o forse arranchiam desideri
o forse scrivere come
dominio penetrante
alla compassione personale
o forse poi che importa
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Commenti (1)
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L
Laura Cappellini31 dicembre 2007
lettura particolare d'ispirazione filosofica... non per tutti...
