Sagomandomi di cera
Ho pace atavica
nel ruscello in piena
dei pensieri miei
Ho solo un respiro
a bussare intrepido
quest’ombra di nulla
Una scheggia impazzita
di un riflesso che si
traveste di nero
Ho vuoto maturo
sotto il sole
di un cocente diniego
Sono giardino bagnato
dalle mie lacrime
a caduta libera
E la curva
dell’insonnia che trema
si fa spazio nei morsi
Legandomi i polsi
di parole stantie
nella quiete del tuo sguardo
-sagomandomi in cera
di miele-
©
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