L'angelo nero
Furono come fari nella notte
silenziosa, immobile, ovattata;
uno squarcio nel buio all’improvviso
illuminò sul ciglio della strada
il volto di un’anima caduta,
per un istante redenta, sollevata,
sul filo d’uno sguardo, d’un sorriso,
d’occhi di gelo dispariti in fretta
nel velo nero della nebbia fredda.
Accoccolata nella sua coperta
raccolse il buio in trasparenti ampolle
per distillarlo in fredde amare gocce
e sorseggiarne il fiele nella notte;
raccolse occhi di gelo tra le stelle
per rimirarne lo struggente lume,
li conservò come preziose gemme
a ricordare quel passare in fretta
d’angelo nero nella nebbia fredda.
©
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