Mia madre
La stanza grigia.
La polvere sui libri.
La matita senza punta .
Con essa,
lei, mia madre,
ha disegnato la sua bellezza dentro me.
Ha lascito li,
sulla sedia vuota,
il suo corpo e il suo viso pacifico
che sorrideva di serenità d’altri tempi .
Ha lasciato lì il suo calore,
l’ indescrivile amore a mia disposizione,
quando il freddo della sua assenza mi chiama,
lo uso per riscaldarmi.
Questa è mia Madre .
La vedo ancora in una sedia
apparentemente vuota
e mi prende per mano.
Io le pettino i capelli
e mi adagio nel suo profumo mai scomparso.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
SALUTO EVA Like (Francesco Rossi)
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!