Tu, mia sorgente d'amplessi
Serva della tua carne
in venerato smarrimento
-levigo il vuoto
con le mie labbra
di giglio-
lecco imperiture
libagioni di piacere
-implorandoti silenzio
nell’aggrapparmi
ai tuoi fiati più feroci-
nell’alcova nostra
e nelle torture laviche
-annichilendo l’esodo
delle tue spinte
nel fuoco del cuore-
bagnandomi parole e anima
di sbagli giustificati
-nella morte dei deserti
incollandomi sorgenti
nelle pupille annientate da te-
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Paolo Ursaia5 gennaio 2008
Intensa, levigata, caldissima poesia, della passione vera, espressa con grande sensibilità.
Carolina Villani Bidibambina5 gennaio 2008
Meravigliosa dedica, velata di tristezza... desiderio che diventa sorgente di vita!

