Inverno
Densa nebbia uggiosa
l’infinito nasconde.
S’ode a momenti un gracchiare di corvi.
Scheletrico ramo
sul vetro ovattato picchietta.
Arde il ceppo
inonda calore.
Ricordi come faville
che la fiamma ravviva.
Immagini come ombre
che l’anima proietta.
Sciamano.
Si accavallano.
Vanno a perdersi lontano.
Brucia lo sconforto più del fuoco.
Trema la mia mano più del ramo.
Piangono i miei occhi più del cielo.
©
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