Mani senza

Ricordo.
Ricordo i particolari al millesimo.
Esseri umani.
Quasi perfetti se non altro.
Ricordo bene.
Faceva un gran caldo.
Le stelle erano talmente vicine che si confondevano tra gli alberi.
Sembrava quasi toccarle e
accarezzarle piano.
Guardavi tutto quel blu e ti sussurrava vento, erba
verde, spighe di grano innocenti, piccolissime creature che ti
solleticavano i piedi nudi e sorrisi spalancati e sinceri.
I colori erano vividi, talmente tanto che nessuna
immagine ne fotografia potrebbe raccontarne
Il calore.
Erano timidi i pensieri e le mani che fuggivano e
inciampavano nelle "mele" ancora verdi.
Ricordo perfettamente bene.
Quella maglietta un po’ sottile,
legata in vita pronta a mordere il suo
labirinto e quel rossetto un po’ sbavato.
Quel mascara allungava poi,
uno sguardo abbassato.
Un silenzio improvviso aveva interrotto
una radio rumorosa.
Ricordo così bene.
Faceva freddo poi.
La prima neve imbarazzava la pelle
ricoperta dal suo timido risveglio,
raccontato mille volte mille, in un
diario immaginario.
Gli occhi avevano una fame che non
riuscivi più a saziare e l’unica cosa che
volevi, era solo un abbraccio.
Ho voluto quell’ abbraccio nei giorni dei
giorni a venire.
Ad ogni ora, minuto e istante, abbandonato
dentro il tempo rovesciato.
All inverso di se stesso, marchiato
a fuoco come un ultima eresia,
la mia lettera scarlatta.
Hai atteso e imprecato.
Hai amato e hai odiato.
Ricordo bene.
Non sono stata capace.
Non sono stata capace di Far a lui
le Mani.
Quelle mani senza, che solo Io,
potevo dare.
Rimaneva solo una creatura avida.
Avida, senza neppure essere stata
mai finita.
©
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