Come l’amore e la pioggia di marzo
Francesco Falconetti
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Seppure l’amore, sì l’amore!
potrebbe avere ottime ragioni per illuminare le stelle
- Ishtar non troverebbe su questo nulla da ridire -
ed il faro della luna potrebbe scandire
l’arco asintotico dei nostri battiti dipinti sul blu
io,
chiederei alla stella del mattino se crede
che l’orizzonte curvi veramente quando viene deflesso
o se, piuttosto, sei tu che rendi parallele le onde del mare
che scandiscono l’amore dei tuoi occhi neri, o d’altro colore (non ricordo bene)
sulle lenzuola ed i cuscini bianchi
che stendi al Sole a primavera.
E poi, quando mi guardi,
- l’orma degli zigomi snocciolano luci e viole -
vengono fuori incanti,
e fiori e tulipani e lucciole e nocciole,
che fanno dimenticare la pioggia che cade, come la pioggia di marzo che cade, fitta, a mezzanotte.
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
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Commenti (1)
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carla vercelli10 marzo 2020
Il poeta ha confezionato proprio una bellissima poesia, con le giuste pause, un alone di incanto e di mistero, immagini vivide (si riescono a vedere anche i colori del cielo, dei cuscini e dei fiori e si sente il profumo di bucato appena steso e di nocciole), un lessico inusuale perché scientifico, un modo di cantare l’amore senza banalità o smancerie eccessivamente romantiche. Verso dopo verso il quadro si materializza davanti agli occhi del lettore ed è magnifico! Molto apprezzata!

