Momo
Ciondolante,
appesantito da pensieri,
alzai lo sguardo
dietro vetri roventi,
una minuscola gabbia bianca,
all’interno un ciuffo nero,
pelo brillante ai raggi cocenti.
Avvicinandomi curioso nulla vidi,
solo un pel nero, niente forma.
Cos’è quella cosa?
Un gatto?
Un coniglio?
Un criceto?
Un cane!?
Musetto triste e occhi spenti,
mi guarda, mi fissa,
aiuto!!
Giro l’angolo, una squallida porta
s’inchina a lasciarmi passare,
m’avvicino lesto, apro prigione.
Sta su palmo, piccolo cucciolo,
lo fisso, tonfo al cuore,
mi lecca, brividi e sudore.
Perché è qua?
Domando con voce dura,
-è in vendita, costa poco-
estraggo il portafogli
come fosse arma,
poso il denaro e scappo via.
Mai avrei immaginato
l’amore che mi da,
amore ricambiato,
dono di serenità.
Adesso è cresciuto,
quattro chili soltanto,
quintali di gioia,
batuffolo inquieto,
scodinzolante pensiero
di coccole pelose.
©
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