Morir di te
Pelle vellutata, gote di pesca,
ti guardo tra filamenti di luce
l’esaltar della divina bellezza
d’uno sguardo reale di fierezza.
Serena in ombra di luce, m’abbagli
aspirandomi l’ultimo anelito
di essiccato pensiero, tramortito
nell’infinito tuo magico essere.
Presenza senza tempo nello spazio
trasluce l’immensa tua passione
con trasparenti colori sgargianti
invadono profondi il mio spirito.
Nel sentire pensieri penetrare
tra le meningi sconvolte e dolenti
ascolto lamento d’antico oblio
ove passione t’è stata negata.
La tua bellezza pari è al sole
m’illumini di caldo desiderio
morir di te, in veli di paradiso
per toccarti così, soave spettro.
©
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Commenti (1)
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Elisabetta Randazzo10 gennaio 2008
Un testo ben scritto... con metafore ben curate. Molto piaciuta
