Triste animal
Triste animal post coitum
seppero gli antichi,
edotti come noi
della follia del disparire.
È nota a tutti l’estasi
dell’esistente,
allorché nella vita
alla sua acme mistica,
si afferra il sentore carnale
del disfacimento.
È nel momento supremo
che si percepisce il nulla
sul percorso reso accidentato
da ogni desiderio e attesa.
In quell’attimo in cui
aliena il tremore
della potenza, proprio
allora accascia
il senso della sciagura,
della vanità di ogni cosa
che è il nostro fondo.
Ma se qui si percepisce
che resta solo il presente,
pur minacciato dal nulla,
qui tocca indugiare,
raccolti insieme
nella ridda dell’essere
ch’è il nostro vivere.
Se poi in questo vortice
si continua ad affrontare
il fondamento vano
di ogni felicità, di ogni senso,
e l’orrore dell’esserci,
niente può fare chi sa
che non c’è altro
nel piacere dell’incanto
oltre alla sventura,
che è la nostra realtà
tra il desiderio, la passione,
il palpito del corpo.
Triste animal post coitum.
©
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