Teca Sacrale
Strangolo le mie pupille
in nodi di pelle
un seme germoglia
sulla lingua
in carnefici gigli
Il capezzolo si erige
in bagnato stridere
nella mia bocca saliva dolce
fra le tue mani un graffio
Suoni di pietra
in voce concava
nell’inetta fuga
che si fa muta
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Commenti (2)
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Marco Canonico Baca817514 gennaio 2008
Tante immagini forti, da sgusciare e divorare, versi che annientano ogni indifferenza.Autrice d'indubbio valore che rende immortali l'imaginazione e l'interiorità.
C
Cosimo Azzaro14 gennaio 2008
Bruma, però nel significato dei piccoli crostacei capacissimi di divorare il legno di ”certe barche”
