1.423 lettori online · 357.539 poesie · 7.567 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Impressioni
Impressioni 15 gennaio 2008 · lettura 1 min · 1354 letture

E se un Dio parlasse?

Sincity 198 poesie pubblicate
+ Segui
sono stanco dell’influsso egoismo come forma essenziale del vostro transitare in ampolle facoltà determino l’intelligibile sensibilità filtrando le scuse nascoste nei capi chini io burattinaio del vostro teatrare muovo le menti illuse dei corpi trascinati lenti nella sfera rotante che mondo voi chiamate non fuggite al mio richiamo esisto negli elementi macchinosi che uniscono i pensieri sono la furia del mare devastando la presunzione di potermi placcare dei camini sono il fuoco mansueto ma mi espando come pazzia bruciando l’invidia eroica delle foreste voi che di genesi marciate sono la terra che sopporta i pesanti capricci ambiziosi scuotendo lo zerbino calpestato dalle torri innalzate a raggiungere me perirete sotto le mie lacrime disastrose sono tutti i venti accarezzo i visi nelle sere innamorate e della rabbia urlo l'imperfetto come uragano senza rimpianti trascino con me il vostro materialismo abusato non potete nulla schiavi della mia ragione sognatori di paradisi confinati nella vostra tristezza conoscerete il nulla e se un DIO parlasse?
♥ 0 💬 2
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Sincity
Tutte le opere →

Commenti (2)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
L
Luigi Ederle15 gennaio 2008

Non ho ben capito se a parlare, in questa tua, è Dio oppure no'. Ma ti dico: Hai mai pensato di capovolgere tutto e di pensare che l'uomo non è figlio di Dio, ma che è Dio figlio dell'uomo. La storia ci dice di quanto l'uomo cercasse un Dio Padre, un Dio come quello che ora ci troviamo, accolto o non accolto, sulla nostra strada? Prova a pensarci su!

Presnaghe22 novembre 2009

Decisamente bella e densa. Il capovolgimento sta, come spesso in questo autore che ama l'ossimoro, nel punto di vista che ribalta le certezze del credente ma soprattutto quelle del sedicente non credente, prigioniero della sua (non) fede.