Il mio viale ingiallito

Ninnato dal vento
il larice ondeggiante
emette un dolce canto d’autunno
Gli fa eco la stridula voce di una cornacchia
assurda risposta al riposo del bosco
diviso da un viale alberato.
Infastidito ormai dalla città
e dal caos delle voci che vomitano
frasi fatte e spicciola saggezza da rotocalco,
cerco ora il silenzio e l’isolamento
in compagnia della mia immaginazione
aprendo la memoria antica
dei miei sogni di fanciullo.
Cammino stancamente a capo chino
fissando le punte della scarpe
che scostano foglie ingiallite,
e la corposa fragranza del tramonto
saluta l’esangue filo del giorno
che muore.
I sogni lentamente si trasformano
in manciate di risposte che giacevano nel fondo
dell’anima.
Quanti debiti pagati alla vita
senza nessun credito
e il mio viale ingiallito ormai spoglio
senza l’attesa di una nuova primavera.
Solo il rimpianto
di una gioventù svanita
e di sogni sprecati...
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Sempre bello leggerti, serena sera Pino (Silvia De Angelis)
Commenti (2)
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Laura Sensoli5 gennaio 2021
E’ vero il tempo passa, tiranno a volte crudele, solo un paesaggio naturale nella solitudine appaga e riflette ogni pensiero. Molto bella!
Silvia De Angelis5 gennaio 2021
Ritrovare la parte migliore di sè stessi, cercando momenti di solitudine, in cui le memorie del passato, diano tregua ad attimi del presente, non sempre consoni alla dimensione dell’io... Poesia apprezzata


