A mio padre
A MIO PADRE
Una bimba sognatrice
attendeva un treno
in una stazione di provincia.
Il fumo nero di una locomotiva
annunciava il tuo ritorno.
Scendevi stanco, annerito ma in cuore
tanto affetto.
Il calore del braciere ardente,
l’odore del cibo fumante
restituivano, per poche ore,
serenità e ristoro.
La tua divisa, ora inerte sulla sedia,
spandeva nell’aria l’odore acre del carbone.
mi narrava di lunghi viaggi
in luoghi belli come miraggi.
Restavo a guardarti mentre
I tuoi occhi cedevano al dio sonno.
Risentivo, amato ed odiato,
lo sferragliare di un treno su binari infiniti.
Persa nel sogno, già vivevo silenziosa
il tuo prossimo ritorno.
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