Ho freddo
Ho freddo
perché di te
mi son spogliato
io che nell’inverno
non ho mai creduto
e al suo rendermi tetro
non ho mai ceduto
un tempo camminavo
sui pezzi di vetro
a sperimentare dolore
come piacere
per trascurata pace
ma or che mulinello
di blando mio scemare
sradica lontano
vedetta tua difesa
mi manca la guerra
quell’instancabile voglia
di sentirmi prigioniero
dov’è ora la conquista?
quella frescura abituale
che coltre coraggio mi donava
quando nel corpo
l’arresa evidenziavo
ma nello sguardo tuo medesimo
leggevo la verde mia sconfitta
il librante piacere
di lasciarsi incatenare
dove sei ora?
navigo per porti
a giornate spiegate
con tedio a favore
dove clandestina salpa
mia sordidezza
sottocoperta
d’errori mi nutro
e di nauseata
tua lontanza
mi lascio mareggiare
il freddo incombe
©
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L'autore
Sincity
Commenti (2)
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Fippo216 gennaio 2008
Navigare con ”tedio a favore” è spettacolosa per me... come l'originalità di tutta la poesia... molto triste e dove si avverte quasi un senso di rassegnazione.
Paolo Ursaia16 gennaio 2008
Poesia estremamente armoniosa e ben costruita, profonda, da meditare in ogni suo verso.


