Nel tuo specchio profondo

Quel quadro che dipinsi è l’anima mia
in un tempo che non so ad occhi chiusi,
e l’alito del vento ne ha fissato
lentamente i colori.
Bimbo tenevo il braccio ripiegato
sul volto impaurito dall’uomo forte.
Ma ora uomo io mi sento più forte
e ricordo ancora un suono, un volo,
un viso di fanciulla che ricordavo
nei miei sogni, forse già conosciuta.
Così disperatamente mi innamoro,
cercando un luogo in uno spazio mio
per la voglia di un bacio.
I primi ardori che riavvivano la pelle
e scendono nei polmoni come bevanda,
quando nei suoi occhi leggi la gioia
violenta dei suoi anni,
come il brivido del ramo
che sfratta le foglie morte...
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
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