La solitudine (atto I)
la solitudine
bassopiano grigiore
che ansia decanti
andatura sabbiosa
su binario deserto
la solitudine
tundra proteso
nello stomaco acre
che del versante deperito
ansimi fumo groviglio
d’incline discrepanza
la solitudine
magnete che attrai
calco della fedele
simbiotica mia forma
quella pacifica sensazione
di ormica indolenza
che in fatica trasforma
il dipanato volere
La solitudine
stanza mia mentale
in cui alloggio
per riprendere fiato
dalle stanze cariche
dell’alito pesante
dei giorni consueti
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Commenti (1)
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Alessandro Castellarin18 gennaio 2008
Perché la solitudine talvolta è la migliore compagnia e un breve esilio rende dolce il ritorno... Lirica molto bella!

