Les feuilles mortes

I lampioni del boulevard
si affievoliscono singhiozzando
alla deriva della notte
e dalle caves fa eco
il lamento della trompinette
di Boris che accompagna
i piedi nudi di Juliette
mentre canta d’esistenza.
Sartre ammira la sua musa
e le sue mani traccianti nell’aria,
una danza di segni e magie.
Saint Germain si desta
fra quelle note
nell’occhio del cane randagio,
le foglie morte di Prevert
e l’angoscia per quell’attimo sopita
si dissolve in un soffio,
in un bacio, nel nulla...
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
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