I miei alberi, le mie radici
Antonietta Angela Bianco
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L’albero, un grande ulivo, che avevo
è sparito spinto dal vento
Era ancora bello, operoso e ricco di gustosi frutti,
quella pianta eri tu, padre,
maestro di tutti gli onesti insegnamenti
per tutti esempio di umiltà e benevolenza.
Prodigo di buoni insegnamenti,
per tutti i familiari appartenenti
Arrivato all’improvviso il male,
ti ha costretto ad abbandonare.
Mi hai insegnato a rispettare,
l’impegno ad apprezzare,
le occasioni della vita accarezzare.
Seguire la via dell’amore e del cuore
con sincera volontà.
Silenzioso, mite ed indulgente,
animo sensibile coerente,
sei caduto senza guerra, direttamente.
Sparito come una montagna di luce
a una svolta della vita,
lasciando la tua compagna triste,
quercia sola, vigile come bandito
che ha perso la strada e teme assalto nemico.
Ho riposato serena sotto la vostra ombra,
in un luogo soleggiato
con viso rilassato, animo sereno
orizzonte lontano dal mare,
splendore lucente di collina.
Ora dormite sereni,
Itaca ci ha concesso un bel viaggio,
senza di lei mai ci saremmo messi
in viaggio!
Tutto è passato, in questa vita non si torna!
Il velo pesante di tristezza,
si è alleggerito di nuove speranze di vita!
Ora che le ali bianche della morte
hanno disperso i vostri giorni su questa Terra
siete ricongiunti nell’Infinito della pace eterna!
©
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
bellissima! complimenti poetessa! (Stefana Pieretti)
Commenti (1)
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Stefana Pieretti7 agosto 2021
una bella, anche se triste poesia il ricordo di un padre, una madre nella loro perdita c’è la nostalgia di tanto amore ma, si sa che saranno sempre vivi nel cuore e l’amore vivrà oltre il tempo .Elogi

