Il presepe è morto

Tra montagne di cartone e muschio,
archi di pietra sopravvissuti,
misere e piccole case rosse,
una capanna è vuota.
Si è disfatto l’antico presepe,
scomparsi i Re Magi,,
il bambino, i pastori e le mamme madonne.
Rimane ben poco
e ciò che rimane non dà frutti.
E’ un seme trattenuto
da un’ostinata memoria
dentro una terra prosciugata
che sopravvive con la sua sostanza.
In quest’alba viola e rosa
che si addensa laggiù
alla fine di quella strada
si raccoglie il tuo ultimo respiro...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
E’ sempre un piacere leggerti, buona serata (Silvia De Angelis)
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Silvia De Angelis22 dicembre 2021
Il ricordo d’un antico presepe rimane ancora vivo nel profondo, anche se in quel luogo, ora deserto, rimane un vuoto acre, che rilascia forte malinconia... Versi originali apprezzati

