Canto prigioniero
Raccogli dalle umide mani della notte
cocci di nebbia
desideri fatti a pezzi.
Si librano i sogni
e il fiero occhio rapace
rosseggiante
avvolge la paura.
Selvaggio battito
cuore tenero d’uccello
sei freccia inutilmente scoccata
ali nere spezzate
artigli asserviti alla brutalità del padrone.
Micidiale arma
squarciata tenera gola urlante,
sei volo interrotto dall’ombra umana
e dignità ingabbiata.
Poderoso dio del vento
reso falso e addomesticato
finalmente riposerai
nel palmo aperto della sera.
Spezzerò le Tue catene
mangerò il cuore
la brutale arroganza dei nani
mascherati da iene.
Tra vette innevate
tornerai ad abitare il cielo.
Vigoroso e libero
fratello meraviglioso
veloce Falco
urlante canto prigioniero.
©
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...sembra di udirlo, il suo canto... (Lia)
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