Rami spogli
L’alba e i suoi paradossi
Siamo alberi, ma anche rami spogli; dipende dal risveglio
La bruma che veste il mattino ha il sapore antico del pane inzuppato nei sogni
Riempire gli spazi con parole antiche
e caricate dal tempo; non danno scampo i risvegli
La realtà sbatte sulla faccia, prepotente come il sale, invadente come il sole
Oltre la finestra un mare di niente
Correre correre per arrivare li dove il tempo non si ferma,
nel caos abbonda la frenesia del fare
Il valium oramai non fa più effetto, evaporato come un sogno antico, sicuro
Domani mi permetto di volermi bene, di curare il mio aspetto, di truccare lo sguardo e il suo riflesso
Promesso, ma non mantengo.
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Testo profondo: realtà e disincanto arrivano, eccome (Lia)
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