New age e l’estetica del nulla
Pulisco il viso con i graffi del tempo
E in un attimo il dolore sparisce
I capelli sparsi come cenere tinta sembrano fili di rame avvolti a matassa
Lo specchio è lì sempre uguale e mi fissa come un faro accecante ancora laido di impronte
Vorrei affondare le mie dita tra i suoi riflessi e strappare l’immagine che appare come carta stagnola
Fa rumore il tempo che passa, disattiva le certezze e alimenta la reticenza
Sono così, sparso nel tempo, l’ombra di un’automa scarico
Accetto la luce spenta come unica compagna mentre la lametta scivola tra la barba bianca del mento
Credo che domani avrò da fare per ripulire ciò che ho sporcato nei miei anni
Punto e a capo.
©
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
...vive impressioni, sensibile autore... (Lia)
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