Scala a chiocciola
Gradino dopo gradino
scendo
in una scala a chiocciola.
Passo dopo passo
sprofondo verso il mistero
precipito verso l’ ignoto.
In alto luce,
in basso buio.
Turbine nel mio cervello,
inarrestabile
ruota il mio mondo.
Centrifugata
la mia anima fugge.
Verso un baratro
prosegue
l’inarrestabile corsa.
Cerco, improbabili appigli,
impossibile fermare
l’orgasmo
di membra impazzite.
Esplosione d’angoscia.
Grida inascoltate di dolore.
Impotente precipito nel nulla
in una scala a chiocciola,
infinita.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Clelia Maria Parente26 gennaio 2008
Emozionante questo combattersi fre la scelta di salire e quella di precipitare in basso... un dualismo che porta l'autore quasi alla disperazione. Si nota ansia e malinconia in tutta la poesia, sensazioni che si concentrano maggiormente nella chiusa... Piaciuta!
