Sono la mia libertà
Cameriere
un altro bicchiere
di scibile purezza
voglio assaporare
il retro gusto tenuo
della mia intimità
s’oscura mansueta era
guardiana di veglia empatica
che allor nobile mi cresse
ma ora tutto dilanio
attraverso le corde gregarie
delle mie lacerazioni
scolpendo le idee
sull’elemosina del mentore
arruolo pittori
per disegnarmi la vita
elargendo riposo
alla mia fantasia
perché lusinga si frange
negli scogli disdegnati
dell’incerta reminescenza
di sorrisi egoista
che letizia razzia temo
e tremuli lamenti
mi scorrono dentro
sconvolgendo
lo strato profondo
del succinto esternare
l’iniquia vanità
parassita sghembo
con corazza di vetro
e filata sicurtà
racchiuso brado
d'invidia cavia
guarnito sterile
d'odio deteriorato
aspirante pazzo
tombolaro di parole
connesso molecolare
all’incorporeo disgregato
ascendente puntiglioso
di vocazione fantasma
nell’animo schernito
sono la mia libertà
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Sincity
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
