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Introspezione 26 gennaio 2008 · lettura 2 min · 2004 letture

Stanze di un trapassante visionario

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Stefano Toschi 143 poesie pubblicate
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Certo abbandonerei questi miei sogni nel giorno del tramonto della vita se un richiamo lontano, ma squillante non mi tenesse ancora un poco in vita; forse sarà soltanto un vano istante che mi farà sognar tutto tremante. Quale lo scopo, quale il senso dato a questo lungo giro intorno al tempo? Quale vantaggio fu l’essere nato se tutto, sempre, è stato senza senso? Forse, allora, sull’orlo della frana sovverrà un sogno, una visione strana. Da quale oscura parte della notte nacque quel soffio che spirò sì forte? In quale arcana ora della sera fu abbandonata al vento la bandiera? Non c’è risposta a questa tua domanda, Non c’è risposta e non c’è più domanda. Passato, allora, oltre quel bagliore, spento l’arcobaleno e il suo barbaglio, residuo del passare dalla storia, un’altra luce, o forse un buio raggio avvolgerà nel tiepido calore in un abbraccio l’anima che muore. Forse quel buio abbraccio travolgente risucchierà nel vuoto ogni colore, forse scomparirà tutto per sempre oppure sboccerà di nuovo un fiore, una potenza chiusa nell’essenza, pura, profumatissima presenza. Forse sarà soltanto un vano abbaglio il divenire della nostra vita, l’attraversar la perigliosa soglia, sfidare la corrente in risalita. Sto fermo qui, da tempo non mi muovo, sto fermo qui, ma intorno tutto è nuovo.
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Commenti (2)

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Patrizia Chini27 gennaio 2008

costruzione incalzante, versi melodiosi che narrano una attesa di qualcosa di indefinito... perché a noi non è data certezza del dopo. Tutta la poesia è pervasa da uno struggente senso di impotenza per essere sospesi attaccati ad una speranza... ma di cosa? molto apprezzata

Zima19 gennaio 2009

sto ferma qui, a leggere e rileggere questa poesia che mi trapassa l'anima ogni volta... e vedo un bagliore, una luce, forse solo un abbaglio, un'illusione... ma la leggo e tremo, sempre commossa, ad alta voce, mentre poi si strozza piano, diventando un sussurro appena.