Stanze di un trapassante visionario
Certo abbandonerei questi miei sogni
nel giorno del tramonto della vita
se un richiamo lontano, ma squillante
non mi tenesse ancora un poco in vita;
forse sarà soltanto un vano istante
che mi farà sognar tutto tremante.
Quale lo scopo, quale il senso dato
a questo lungo giro intorno al tempo?
Quale vantaggio fu l’essere nato
se tutto, sempre, è stato senza senso?
Forse, allora, sull’orlo della frana
sovverrà un sogno, una visione strana.
Da quale oscura parte della notte
nacque quel soffio che spirò sì forte?
In quale arcana ora della sera
fu abbandonata al vento la bandiera?
Non c’è risposta a questa tua domanda,
Non c’è risposta
e non c’è più domanda.
Passato, allora, oltre quel bagliore,
spento l’arcobaleno e il suo barbaglio,
residuo del passare dalla storia,
un’altra luce, o forse un buio raggio
avvolgerà nel tiepido calore
in un abbraccio l’anima che muore.
Forse quel buio abbraccio travolgente
risucchierà nel vuoto ogni colore,
forse scomparirà tutto per sempre
oppure sboccerà di nuovo un fiore,
una potenza chiusa nell’essenza,
pura, profumatissima presenza.
Forse sarà soltanto un vano abbaglio
il divenire della nostra vita,
l’attraversar la perigliosa soglia,
sfidare la corrente in risalita.
Sto fermo qui, da tempo non mi muovo,
sto fermo qui,
ma intorno tutto è nuovo.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
P
Patrizia Chini27 gennaio 2008
costruzione incalzante, versi melodiosi che narrano una attesa di qualcosa di indefinito... perché a noi non è data certezza del dopo. Tutta la poesia è pervasa da uno struggente senso di impotenza per essere sospesi attaccati ad una speranza... ma di cosa? molto apprezzata
Zima19 gennaio 2009
sto ferma qui, a leggere e rileggere questa poesia che mi trapassa l'anima ogni volta... e vedo un bagliore, una luce, forse solo un abbaglio, un'illusione... ma la leggo e tremo, sempre commossa, ad alta voce, mentre poi si strozza piano, diventando un sussurro appena.
