AnSia
Elena Poldan
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Il tempo come un’armonica
si contrae e si dilata
ma talvolta si ferma in un istante
che si gonfia ed esplode
e si rigonfia e ti ritrovi dentro una gabbia di sudore
fra parole stritolate dentro silenzi
l’ansia è una lama che dilania impietosa
Sono le paure su cui si è perduto il controllo
che sommergono sotto spanne di turbamento
e il mondo fuori diventa così distante
ed io sempre più sola
e allora aggrapparsi ai ricordi
ai volti cari ma condannati da un destino così ingrato
in una disperata ricerca di vie di fuga
vana
e ad un tratto Sono sola
sola con loro
le paure che ho lasciato crescere
senza rendermene conto
come rami secchi in quel giardino abbandonato
che nessuno vede
ma che ancora brulica di vite oscure
scheletri che si aggirano fra alberi cavi
mentre occhi opachi cominciano a vedermi “strana”
L’ansia uccide
strangolando fra spire di vergogna
e insperata comprensione
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
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