Chitarra
Quattro pezzi de legno e un bucio scuro.
Sei sorelle a braccetto, sempre inzieme.
Un dito le strofina, le fa freme
e nasce un’armonia come un sussuro.
Da sessant’anni me fa compagnia.
Me fa sortì li mejo sentimenti,
ner giorno quanno ciò li rodimenti
o quanno, invece, schioppo d’alegria.
“Lo sai che sei ruffiana?
Me porti sempre quarche amico in più.
Puro si amanca ormai la gioventù
te porto ar collo come una collana.
Quanno che sto a cantà quarche parola
te faccio una carezza,
e te poi m’arisponni co dorcezza.
Semo una cosa sola.
Mannamo note dorci drent’ ar vento;
co un dorce arpeggio
portamo un po’ d’amore a chi sta peggio.
Quanno che sto co te io so’ contento”.
Poi, pe fà in modo che nun pìa le botte
me l’arivesto come un fratellino.
La piazzo lì vicino ar commodino.
Je dico grazzie. Un bacio. E bonanotte.
©
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L'autore
Alberto Canfora
Sono un romano che ha più anni di quanti ne possiate immaginare. Passo il tempo libero che ho dai 14 anni di professione "pensionato", giocando con un po' di Muse continuando a studiare, come ho fatto sempre. Ho iniziato a divertirmi, facendo bassorilievi di Roma Sparita, poi con gli acquerelli di paesaggi e scorci di
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