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Dialettali 28 gennaio 2008 · lettura 1 min · 1151 letture

Giostra

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Alberto Canfora 22 poesie pubblicate
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Musiche de Natale, li strilli de’ pupetti co un ber musetto come l’angioletti. ‘Na gran cagnara: pare carnovale. Cavalli co’ caretti. Motori borbottoni. Tanti binari: e sopra li vagoni. Poi Biancaneve assieme a li Nanetti. Intorno un sono fino. Arberi ner laghetto. M’ariva ‘na tirata de giacchetto: “Nonno, me porti sur trenino? ”. E mo muta la scena: ce sò le campanelle. E giardini co fiori e fontanelle. Ner bujo ce se vede ammalappena. E’ bello ner vagone sentì quela manina che me carezza e che fa la moina. Nunpo'finì. Io ciò ‘n antro gettone.
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L'autore
Alberto Canfora

Sono un romano che ha più anni di quanti ne possiate immaginare. Passo il tempo libero che ho dai 14 anni di professione "pensionato", giocando con un po' di Muse continuando a studiare, come ho fatto sempre. Ho iniziato a divertirmi, facendo bassorilievi di Roma Sparita, poi con gli acquerelli di paesaggi e scorci di

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Commenti (1)

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Marina Como28 gennaio 2008

Nel dialetto romanesco una poesia che si legge scivolando fino alla chiusa. Nell'aria di festa della giostra... e rimandi sui vagoni bui. Ed una chiusa che esplicita ed invita a riflessioni di libera interpretazione. A me personalmente i ”tanti binari” ricordano la deportazione, come una scena ispirata al film ”la vita è bella” di Benigni. Ma anche un lasciarsi semplicemente morire contento su di una giostra, accarezzato dalla consapevolezza del bene seminato in una ”manina”.