Quante primavere ancora?

La vita fugge e la guardo passare
sulla riva del mio tempo.
Ascolto gli uccelli che in libertà
stanno cantando la primavera
mentre aspiro l’aria che sa tanto
di mandorli in fiore.
Mi accarezza il fresco respiro
del mattino e un brivido di sole,
come un tiepido bacio d’amante,
mi sfiora le gote e le labbra.
Si ripete così il rito della natura,
mentre osservo la mia ombra
adagiata sulle rughe di una strada.
Il mio passo stanco tocca il ciotolato
umido ancora di brina e i pensieri
mi vengono incontro con i ricordi
di una giovinezza spavalda e smaniosa
di affrontare una vita colma di emozioni.
Quante primavere sempre uguali
mi attendono ora nell’inganno della mente?
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
poeta, molto sentita! (Stefana Pieretti)
Commenti (1)
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Stefana Pieretti28 aprile 2024
poesia ricca di immagini e significati tra versi encomiabili scorre la vita dalla baldanzosa giovinezza, ai passi stanchi di oggi. Il tutto, con la bravura di Pino, si legge una apprezzatissima danza di bei versi. Elogi

