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Fantasia 9 febbraio 2008 · lettura 2 min · 1488 letture

Egeo

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Davide D 53 poesie pubblicate
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Mia Berenice, da quel giorno insieme in cui giocavo felice da bambino, non riconoscerai quello di adesso, pur continuando a chiamarlo cugino! no, Berenice, ascolta questa voce, che ripete a più riprese "stai lontana! " in modo da evitar brutte sorprese, conoscendo questa tendenza strana, la tendenza d'una mente pensosa e schiva, occlusa come un fiore mai sbocciato, la tendenza d'un cuore malato, d'una malattia pur sempre viva... ossesso dagli oggetti nudi, dal possesso di minuti particolari, che costellano la vita di ogni giorno ma si tratta d'una via senza ritorno... così un fiore mai colto da nessuno, aspirato finché privo del profumo, una parola seppellita senza senso, dissepolta sino a dissolverla nel silenzio... così dicevo a te, cara cugina, squadrando quel tuo viso di bambina, dagli occhi limpidi come stelle cadenti, le labbra fragili, d'un tratto spalancate sino a mostrarmi il bianco dei suoi denti Incosciente mi destai di soprassalto, ascoltando le piangenti urla della servitù che piange il corpo, il corpo d'una vergine fanciulla della cara cugina Berenice il mio abito sporco di sangue, la pelle graffiata da altre unghie... al tavolino tra tutte le mie cose, ecco spiccare uno strano scatolino, lo prendo in mano ma mi scappa di mano... da queste mani totalmente assenti, si spacca a terra ruzzolando via i 32... i trentadue suoi denti!
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liberamente ispirata ad un racconto di E. A. Poe.

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Davide D
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